Cucchi quater: il Tribunale di Roma ha depositato le motivazioni delle sentenze di condanna per reati di falso e depistaggio: il PDM ha ottenuto il riconoscimento della propria qualità di parte civile e avvia ulteriori iniziative istituzionali

Il 16 luglio 2025. all’esito dei giudizi celebrati dinanzi al Tribunale Ordinario di Roma, VIII Sezione Penale, il giudice, dott.ssa Carmela Foresta, ha condannato Prospero Fortunato e Perri Giuseppe rispettivamente a quattro anni e tre anni e sei mesi di reclusione. Il PDM — costituitosi parte civile in entrambi i procedimenti — ha ottenuto il riconoscimento delle proprie ragioni. Nelle motivazioni depositate il 14 e il 16 luglio scorsi il Tribunale ha ritenuto sussistente, in primo grado, la responsabilità penale di Prospero Fortunato e Giuseppe Perri, condannandoli per i reati contestati, con riconoscimento delle statuizioni civili e risarcitorie in favore delle parti civili, incluso il PDM. Nello stesso procedimento, Maurizio Bertolino è stato assolto con la formula “perché il fatto non sussiste”, previa riqualificazione del fatto ai sensi dell’art. 372 c.p. Leggi tutto “Cucchi quater: il Tribunale di Roma ha depositato le motivazioni delle sentenze di condanna per reati di falso e depistaggio: il PDM ha ottenuto il riconoscimento della propria qualità di parte civile e avvia ulteriori iniziative istituzionali”

PDM AMMESSO COME PARTE CIVILE E MINISTERO DELL’INTERNO CITATO COME RESPONSABILE CIVILE — UDIENZA RINVIATA AL 15 OTTOBRE

Oristano 9 luglio – Nel corso dell’udienza preliminare svoltasi dinanzi al Giudice per l’Udienza Preliminare del Tribunale di Oristano, Dott.ssa Federica Fulgheri, relativa al procedimento penale nei confronti di un appartenente alla Polizia di Stato, sono state accolte integralmente le istanze presentate dal PDM – Partito per la Tutela dei Diritti dei Militari, ammettendo la costituzione di parte civile del Partito e accogliendo la richiesta di citazione del Ministero dell’Interno quale responsabile civile. L’udienza è stata quindi rinviata al 15 ottobre 2026 per la discussione sulla richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Pubblica Accusa. Leggi tutto “PDM AMMESSO COME PARTE CIVILE E MINISTERO DELL’INTERNO CITATO COME RESPONSABILE CIVILE — UDIENZA RINVIATA AL 15 OTTOBRE”

NOMINA DE GIORGI ALLA LEGA NAVALE: UNA SCELTA INOPPORTUNA CHE IGNORA LA SENSIBILITÀ DEL COMPARTO

Il PDM contesta duramente la decisione del Consiglio dei Ministri: “Le istituzioni attendano l’esito definitivo della magistratura prima di procedere a nomine di vertice.”

Roma, 23 giugno 2026 – Il Partito per la tutela dei Diritti dei Militari (PDM), per voce del Segretario politico Luca Marco Comellini, esprime ferma e motivata critica alla nomina dell’Ammiraglio di Squadra Giuseppe De Giorgi a Presidente della Lega Navale Italiana, deliberata dal Consiglio dei Ministri il 22 giugno 2026 su proposta del Ministro della Difesa, Guido Crosetto, di concerto con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. Leggi tutto “NOMINA DE GIORGI ALLA LEGA NAVALE: UNA SCELTA INOPPORTUNA CHE IGNORA LA SENSIBILITÀ DEL COMPARTO”

TRASPARENZA E LEGALITÀ NELLE ISTITUZIONI IN DIVISA: IL PDM PUBBLICA I DATI SUI PROCEDIMENTI PENALI NELLE FORZE DELL’ORDINE E DENUNCIA LE RESISTENZE DELLE AMMINISTRAZIONI COINVOLTE

Roma, 8 maggio 2026 — Il Partito per la tutela dei diritti dei Militari (PDM) rende pubblici oggi i risultati di un’estesa indagine conoscitiva condotta attraverso lo strumento dell’accesso civico generalizzato (FOIA) ai sensi del D.Lgs. 33/2013, avviata il 27 febbraio 2026 con istanze simultanee indirizzate all’Arma dei Carabinieri, alla Guardia di Finanza e alla Polizia di Stato. L’obiettivo era ottenere, per la prima volta in modo sistematico, il dato numerico dei procedimenti penali a carico del personale delle Forze dell’Ordine, suddiviso per ruolo e tipologia di reato, nel quinquennio 2021–2026. Leggi tutto “TRASPARENZA E LEGALITÀ NELLE ISTITUZIONI IN DIVISA: IL PDM PUBBLICA I DATI SUI PROCEDIMENTI PENALI NELLE FORZE DELL’ORDINE E DENUNCIA LE RESISTENZE DELLE AMMINISTRAZIONI COINVOLTE”

ACQUE CONTAMINATE DA LEGIONELLA E BATTERI FECALI ALL’ISTITUTO ISPETTORI DI P.S. DI NETTUNO: IL PDM VALUTA FORMALE ESPOSTO ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI VELLETRI

Il Partito per la Tutela dei Diritti dei Militari (PDM), rende noto di aver dato mandato ai propri legali per valutare il deposito di un formale esposto-denuncia presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Velletri.
La decisione trae origine dalla documentata contaminazione microbiologica e chimica delle acque destinate al consumo umano rilevata all’interno dell’Istituto per Ispettori di Pubblica Sicurezza di Nettuno, struttura del Ministero dell’Interno — Dipartimento della Pubblica Sicurezza — adibita alla formazione e all’alloggiamento del personale della Polizia di Stato.
Il PDM, nell’esercizio delle proprie finalità statutarie di tutela della salute, della sicurezza e dei diritti fondamentali dei lavoratori in divisa, chiede l’immediata apertura di un’indagine penale per accertare le responsabilità dei soggetti a ciò preposti.
I documenti raccolti attraverso la procedura dell’accesso civico generalizzato ha consentito al PDM di ottenere i dati di quattro distinte campagne di campionamento, condotte tra novembre 2025 e febbraio 2026 da laboratori accreditati, che evidenziano uno scenario preoccupante sullo stato dell’acqua destinato al consumo umano all’interno di una struttura di comunità chiusa dello Stato:
18 novembre 2025: Prima rilevazione di non conformità critiche. I campioni prelevati hanno evidenziato la presenza di Legionella spp. fino a 3.000 UFC/L (oltre il triplo della soglia di intervento obbligatorio), Coliformi totali fino a 56 UFC/100 ml, Escherichia coli a 10 UFC/100 ml — entrambi indicatori diretti di contaminazione fecale — e concentrazioni di Ferro fino a 2.000 µg/L, valore pari a dieci volte il limite massimo fissato dal D.Lgs. 18/2023.
30 dicembre 2025: A oltre sei settimane dal primo campanello d’allarme, la contaminazione risulta invariata. I rilievi confermano la presenza di Legionella pneumophila sierogruppo 2-14 a 2.100 UFC/L nell’infermeria dell’Istituto.
7 gennaio 2026: Il dato più allarmante dell’intera sequenza. Nonostante fossero stati eseguiti interventi di sanificazione dell’impianto idrico, i campioni post-bonifica registrano un aggravamento della situazione: Legionella pneumophila sierogruppo 1 — il ceppo a maggiore patogenicità per l’uomo — raggiunge la concentrazione di 5.600 UFC/L nella palazzina benessere. Contestualmente si rileva Legionella pneumophila sierogruppo 2-14 a 50 UFC/L in ulteriori punti di prelievo.
3 febbraio 2026: L’ultima analisi disponibile certifica il fallimento di tutte le misure adottate. La Legionella pneumophila sierogruppo 1 persiste a 2.000 UFC/L nella palazzina benessere.
Alla gravità sanitaria si aggiunge una condotta amministrativa che il PDM non esita a qualificare come singolare. Il Partito, al fine di acquisire ufficialmente i dati sulle analisi delle acque, ha avviato il 15 gennaio 2026 una formale istanza di Accesso Civico Generalizzato nei confronti dell’Istituto di Nettuno, ai sensi del D.Lgs. 33/2013.
L’Istituto ha risposto con il silenzio-inadempimento: decorso inutilmente il termine di legge di trenta giorni, al 14 febbraio 2026 nessun documento era stato trasmesso. Il PDM ha pertanto presentato, in data 17 febbraio 2026, una formale Istanza di Riesame al Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) del Ministero dell’Interno. Solo a seguito di tale intervento esterno, e in data 26 febbraio 2026, l’Istituto si è finalmente determinato a trasmettere la documentazione richiesta.
La necessità di fare ricorso all’organo di vigilanza ministeriale per ottenere dati relativi alla salubrità dell’acqua destinata all’uso umano di una comunità chiusa di lavoratori dello Stato è, di per sé, un fatto di straordinaria gravità che il PDM ritiene doveroso portare all’attenzione della Magistratura al fine di consentire una qualificata valutazione delle eventuali responsabilità individuabili in capo a due categorie di soggetti titolari di una specifica posizione di garanzia sulla salute e l’incolumità del personale: il Direttore pro tempore dell’Istituto di Nettuno, in quanto responsabile apicale della struttura, e il Gestore Idrico della Distribuzione Interna (GIDI), figura normativamente individuata dal D.Lgs. 18/2023 quale responsabile tecnico della gestione dell’impianto idrico interno.
«Quello che abbiamo documentato a Nettuno è inaccettabile: donne e uomini delle Forze dell’Ordine, impegnati quotidianamente nel servizio alla comunità, sono stati esposti ai rischi derivanti dall’uso di un’acqua contaminata da batteri potenzialmente letali come la Legionella pneumophila e da indicatori di contaminazione fecale come l’Escherichia coli. Nessuno dovrebbe utilizzare acqua del genere, tantomeno i servitori dello Stato che alloggiano in una struttura pubblica del Ministero dell’Interno. La salute degli agenti non può essere sacrificata all’inerzia gestionale o alla negligenza di chi è preposto alla tutela della loro sicurezza. 
Il PDM non si è fermato davanti al silenzio dell’amministrazione.  Abbiamo fatto ricorso al rimedio legale previsto per ottenere quella documentazione e nei prossimi giorni la depositeremo nelle mani della Magistratura, che ringraziamo per l’attenzione che vorrà dedicare a questa vicenda. Il nostro impegno non si ferma qui: continueremo a vigilare su ogni sviluppo dell’indagine e ci riserviamo sin d’ora di costituirci parte civile a difesa di tutti coloro che hanno subìto un pregiudizio alla propria salute.
Invitiamo le Organizzazioni sindacali rappresentative del personale della Polizia di Stato a sostenerci e affiancarci in questa azione per la tutela della salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.»
Luca Marco Comellini, Segretario Politico e Legale Rappresentante pro tempore del PDM

Processo ai poliziotti veronesi. Partito per la tutela dei diritti dei militari (PDM) ammesso come parte civile

Nell’odierna udienza dinanzi al Tribunale di Verona, il Giudice dell’Udienza Preliminare dott.ssa Arianna Busato, nell’ambito del processo a carico di numerosi poliziotti della Questura di Verona, è stato ammesso quale parte civile il Partito per la tutela dei diritti dei Militari (PDM) rappresentato e difeso dall’avvocato Piero Santantonio del foro di Forlì-Cesena.

Il Gup ha respinto tutte le eccezioni difensive. Il ministero dell’Interno, pur citato, non si è costituito.  Assenti anche i sindacati del personale delle forze di polizia a ordinamento civile.

Vespucci, morte Alessandro Nasta, Comellini (PDM): soddisfazione per conferma condanne

Esprimo la più viva soddisfazione per la conferma da parte della Corte di Appello di Roma della sentenza di condanna pronunciata al termine del processo di primo grado dal Tribunale di Civitavecchia a carico degli ammiragli della Marina Militare, Binelli Mantelli, Branciforte, De Giorgi e dell’allora comandante della Nave Vespucci, La Faia.

Al nostro legale, Avvocato Giulio Murano del Foro di Roma, esprimo i più sentiti ringraziamenti per averci rappresentato e difeso in questo difficile processo per l’accertamento della verità sulla morte di Alessandro.

Alla famiglia di Alessandro va tutta la nostra riconoscenza e il nostro affetto per aver portato avanti questa difficile battaglia per Alessandro e per tutte le vittime del dovere e del servizio. Che siano di esempio per tutti.

Ora la Marina Militare chieda scusa alla famiglia Nasta.

 

Cappellani militari, Comellini (PDM): Papa Francesco è ancora in tempo per cancellarli

In vista della Santa Pasqua, nell’augurare a Papa Francesco lunga vita e prosperità lo invitiamo a cancellare l’Ordinariato militare o quantomeno a obbligarne gli adepti a rinunciare ad ogni bene materiale che gli perviene in ragione del loro stato di assimilazione al rango di ufficiale delle forze armate.

Nella convinzione di dover affermare la laicità dello Stato e delle Istituzioni fin dal 2010 ci scontriamo con le soverchianti forze politiche e religiose che hanno fatto del particolare status del cappellano militare anche una ragione di arricchimento che cozza violentemente contro il principio evangelico del cristianesimo che se da un lato esorta i fedeli a scegliere la povertà sulla ricchezza dall’altro vorrebbe che la Chiesa e i suoi membri ne fossero l’esempio.

Purtroppo “pecunia non olet” e ne abbiamo avuto conferma anche da una recente inchiesta giornalistica sulla vendita dei sacramenti che ha visto anche il coinvolgimento un membro della singolare diocesi dei preti-soldato.

Nella speranza e nell’attesa che il Santo Padre voglia porre definitivamente fine all’esistenza dell’Ordinariato militare suggeriamo ai cappellani militari che intendono cimentarsi nella vendita dei sacramenti o di altre prestazioni lavorative a pagamento di dotarsi di partita IVA e del codice ATECO, così come previso per altre particolari categorie di lavoratori.

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il servizio dal titolo “Spudorati con la tonaca: i preti che vendono i sacramenti” trasmesso  da Rete 4 – Fuori dal Coro del 09.04.2025

 

SE ESISTE UNA OPPOSIZIONE IN PARLAMENTO FERMI IL DDL CONTRO L’AMBIENTE VOLUTO DA FDI PER SALVARE I GENERALI

Lo scorso 7 marzo in Commissione Difesa della Camera dei deputati è iniziato l’iter parlamentare del ddl 1887 a firma dell’On. Paola Maria Chiesa (FDI) che mina in profondità le competenze delle regioni in materia ambientale, sottraendogli ogni controllo sui territori dove sorgono complessi militari.

Nella relazione del ddl si legge che “Occorre dunque evitare che leggi regionali in materia ambientale possano automaticamente applicarsi alle aree militari, e questo per un duplice scopo, ossia per prevenire contenziosi tra lo Stato e le regioni e per evitare che gli stessi possano ritardare o minacciare la prontezza operativa della struttura militare che, come ricordato, è chiamata a essere sempre al passo con l’evoluzione del quadro geopolitico internazionale.”.

Tutto questo accade mentre attendiamo che il Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Cagliari si pronunci sull’ennesima richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura del capoluogo sardo in relazione al procedimento penale per le ipotesi di reato di omicidio colposo plurimo commesso in violazione delle norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro, a suo tempo avviato nei confronti di 4 generali che in passato ricoprirono i massimi incarichi di comando e responsabilità nell’Esercito e nella Difesa.

Il Sindacato dei Militari e il Partito per la tutela dei diritti dei militari, rappresentati e difesi dall’avvocato Caterina Usala del Foro di Cagliari, presenti in qualità di persona offesa all’udienza dello scorso 19 marzo, per l’opposizione alla richiesta di archiviazione, ritengono che l’assegnazione in sede referente alla IV Commissione del ddl 1887 non sia una singolare coincidenza visto che la sua eventuale approvazione potrebbe mettere una pietra tombale su ogni possibile indagine penale che ora e in futuro potrebbe interessare le installazioni militari e i vertici della Difesa.

Se in Parlamento esiste una opposizione occorre che si impegni con estrema chiarezza e responsabilità per unire ogni forza politica e sociale del paese al fine di impedire che sia approvata la proposta di legge che è contro l’ambiente e contro gli interessi dei cittadini italiani.

leg.19.pdl.camera.1887.19PDL0092200