DIFESA, CORRUZIONE, APPALTI AERONAUTICA, COMELLINI (PDM): PIU’ CONTROLLI E PENE SEVERE, GOVERNO RIVEDA RIFORMA CODICE APPALTI

Roma 18 aprile – “I molteplici fatti di corruzione che da anni fanno meritare alle forze armate la ribalta mediatica stanno dimostrando inequivocabilmente la necessità di una riforma che imponga maggiori e più stringenti controlli sulle procedure di gara e di affidamento degli appalti, altroché semplificazione, sburocratizzazione delle procedure e liberalizzazione come verrebbe fare il governo guidato da Giorgia Meloni. Leggi tutto “DIFESA, CORRUZIONE, APPALTI AERONAUTICA, COMELLINI (PDM): PIU’ CONTROLLI E PENE SEVERE, GOVERNO RIVEDA RIFORMA CODICE APPALTI”

Aeronautica, processo appalti, Comellini (PDM): siamo stati ammessi come parte civile e daremo in nostro contributo per l’accertamento della verità

Il Partito per la tutela dei diritti dei militari – PDM è stato ammesso come parte civile nel processo che vede imputati numerosi ufficiali dell’aeronautica militare in relazione all’indagine della Procura di Roma sugli appalti per le forniture di beni e servizi destinati alla forza armata.

Il Giudice dell’udienza preliminare, Dott. Damizia accogliendo la nostra richiesta di costituzione di parte civile presentata dall’Avvocato Massimiliano Strampelli, coadiuvato nell’occasione dall’Avvocato Marco Mariscoli, ha inteso riconoscere la piena validità delle ragioni poste a fondamento della domanda e la capacità del PDM di stare in giudizio al pari del Ministero della difesa, anch’esso costituitosi parte civile.

Da ex appartenente all’Arma Azzurra sono stato particolarmente colpito dalla gravità delle contestazioni che la Procura di Roma ha formulato a carico degli imputati con la richiesta di rinvio a giudizio oggi all’esame del GUP ma sono fermamente convinto che, nonostante il gravissimo danno che i fatti oggetto del processo hanno arrecato al PDM, l’esperienza e l’attività maturati in quasi tre lustri di attività potranno essere determinanti ai fini dell’accertamento della verità.

 

La questione relativa alle quote sociali pagate dal personale della Marina Militare all’Ente Circoli approda al Senato. Interrogazione del Senatore Bruno Marton (M5S)

MARTON, PIRRO, DE ROSA – Al Ministro della difesa. – Premesso che:

l’ente Circoli della Marina militare è un ente pubblico vigilato dal Ministero della difesa e sottoposto al controllo della Corte dei conti, che annovera tra le proprie entrate economiche gli importi derivanti dalle quote associative al cui pagamento è assoggettato obbligatoriamente il personale dei ruoli di sottufficiali e ufficiali in servizio permanente nella Marina militare e nel Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia costiera;

nella cosiddetta busta paga, o statino delle competenze mensili, di questo personale tra le “altre ritenute” è presente la seguente voce di addebito “circoli MM quota sottufficiali” o “circoli MM quota ufficiali” senza che a monte di tale prelievo forzoso sia rinvenibile un’espressa autorizzazione rilasciata dai militari a favore dell’ente Circoli o dell’amministrazione militare;

il 14 gennaio 2015 il Ministro pro tempore della difesa ha risposto ad un’analoga interrogazione, 3-01501 presentata il 3 dicembre 2014 dallo stesso interrogante;

il Tribunale amministrativo regionale per la Puglia, sede di Lecce, sezione prima, con la sentenza n. 990 del 29 giugno 2021, ha categoricamente smentito quanto affermato dal Ministro della difesa nella sua risposta;

il Consiglio di Stato con l’ordinanza n. 37 del 13 gennaio 2022 ha respinto l’istanza di sospensiva cautelare avanzata dall’amministrazione militare;

la fonte normativa di tale obbligo di contribuzione era data dal regio decreto n. 1935 del 1937, che ha costituito l’ente “Circoli della Regia Marina”, approvandone lo statuto, il cui art. 26 disponeva che: “I soci ordinari sono tenuti al versamento di una quota mensile”. L’intero regio decreto n. 1935 (e dunque, anche l’art. 26 citato che era la fonte dell’obbligo di contribuzione) è stato abrogato dall’allegato al decreto del Presidente della Repubblica n. 248 del 2010, con decorrenza dal 10 febbraio 2011;

sebbene gli artt. da 1829 a 1834 del decreto legislativo n. 66 del 2010 abbiano ridisegnato la disciplina degli interventi di protezione sociale in favore del personale militare e civile delle forze armate e dei familiari non vi è alcuna di tali previsioni normative che, successivamente all’entrata in vigore del decreto del Presidente della Repubblica n. 248 del 2010, preveda l’imposizione di quota mensile a carico del predetto personale militare;

è parere dell’interrogante, in presenza di tale vuoto normativo, che l’obbligo di contribuzione posto a carico del personale della Marina militare si traduca in una prestazione imposta, come tale illegittima e contrastante con la previsione di cui all’articolo 23 della Costituzione, ovvero, per le modalità con le quali il prelievo è operato forzosamente da militari in danno di altri militari, in violazione dell’articolo 235 del codice penale militare di pace e degli articoli 323 e 646 del codice penale;

da fonti aperte è possibile apprendere che il Partito per la tutela dei diritti dei militari a seguito dell’acquisizione dei bilanci consuntivi dell’ente Circoli, relativi al triennio 2019-2021, ha indicato in 5.809.866 euro l’importo complessivo delle quote associative riscosse dall’amministrazione militare sulle competenze mensili del personale militare interessato e stimato in circa 13,234 milioni di euro il prelievo forzoso operato dalla medesima amministrazione nel periodo compreso tra il 10 febbraio 2011 e il 31 dicembre 2018;

il decreto-legge n. 115 del 2022, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 142 del 2022, recante “Misure urgenti in materia di energia, emergenza idrica, politiche sociali e industriali”, a far data dal 22 settembre 2022, con l’articolo 37-bis (“Disposizioni in materia di Ente circoli della Marina militare”) ha introdotto nel codice dell’ordinamento militare (decreto legislativo n. 66 del 2010) l’articolo 131-bis che, a palese conferma della mancanza, fino al 21 settembre 2022, di qualsivoglia norma impositrice dell’obbligatorietà del pagamento della quota destinata all’ente, al comma 2 ha disposto che, a far data dall’entrata in vigore della norma, 22 settembre 2022: “I soci ordinari versano una quota mensile di importo determinato con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze”. Il previsto decreto interministeriale non risulta essere stato ancora emanato;

l’intervento normativo, introdotto ad hoc dal legislatore in sede di conversione in legge del decreto-legge n. 115 del 2022, dimostra oltre ogni dubbio che nel periodo di tempo compreso tra il 10 febbraio 2011 e il 21 settembre 2022 i prelievi di denaro effettuati dalla Marina militare sulle competenze mensili dei sottufficiali e degli ufficiali della forza armata e del Corpo delle Capitanerie di porto sono stati disposti ed effettuati in violazione delle norme al tempo vigenti e comunque senza che a monte vi fosse stata una specifica autorizzazione da parte del personale assoggettato al prelievo forzoso;

all’interrogante risulta che già oltre 400 militari abbiano chiesto inutilmente la restituzione delle somme illegittimamente prelevate dalle loro competenze mensili,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo intenda segnalare i fatti alle autorità competenti;

se intenda sospendere con effetto immediato l’illegittimo prelievo forzoso;

quali immediate azioni intenda avviare per restituire agli ufficiali e ai sottufficiali quanto a ciascuno di loro è stato illegittimamente sottratto dallo stipendio mensile a titolo di pagamento della quota sociale destinata all’ente Circoli della Marina militare.

(4-00263)

 

Se avete dubbi o domande da fare non esitate a contattare il Partito per la tutela dei diritti dei militari all’indirizzo info@partitodirittimilitari.it al quale potete anche iscrivervi liberamente compilando e inviando la domanda di iscrizione reperibile al seguente indirizzo: https://www.partitodirittimilitari.it/iscriviti-al-pdm

Modello domanda rimborso quote Ente Circoli MM

Nel processo per la morte del Caporal Maggiore capo Francesco Saverio Positano emergono anomalie e presunti depistaggi

L’istruttoria dibattimentale del processo in corso presso il Tribunale di Roma per accertare le modalità e le responsabilità della morte del caporal maggiore capo Francesco Saverio Positano sta confermando le anomalie ed i presunti depistaggi che all’epoca furono oggetto delle interrogazioni parlamentari rivolte al Ministro della difesa dal deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del Partito per la tutela dei diritti dei militari – PDM”. Dicono gli avvocati Massimiliano Strampelli professore di diritto militare e Marco Mariscoli che assistono il PDM.

“Ciò che sta emergendo nel corso del processo oltre a rendere risibili le risposte fornite dai Ministri della difesa che si susseguirono in quegli anni – aggiunge Comellini , Segretario politico del PDM – solleva dei pesanti interrogativi sull’intera catena di comando e sul suo modo di operare. Ciò, inevitabilmente ci riporta alla mente altri processi e altri depistaggi.”

Marina Militare, Comellini (PDM): Pubblico Ministero ha chiesto condanne lievi per gli imputati del processo per la morte del nocchiere Alessandro Nasta

Ieri, 4 novembre, il Pubblico Ministero, Dott.ssa Federica Materazzo, al termine della propria requisitoria ha chiesto al Giudice Dott.ssa Vittoria Sodani del Tribunale di Civitavecchia di condannare gli imputati, ammiragli Giuseppe De Giorgi e Luigi Binelli Mantelli a un anno e due mesi di reclusione e l’ex Comandante della Nave Amerigo Vespucci Domenico La Faia e l’ammiraglio Bruno Branciforte a un anno e dieci mesi Leggi tutto “Marina Militare, Comellini (PDM): Pubblico Ministero ha chiesto condanne lievi per gli imputati del processo per la morte del nocchiere Alessandro Nasta”

Bollette luce e gas, Comellini (PDM) e De Finis (FLM) al Ministro della difesa Crosetto: da taglio spese per indennità di ausiliaria e rappresentanza militare possibili aiuti per oltre 500mila famiglie monoreddito

Tagliando spese per i trattamenti di pensione provvisoria per il personale in ausiliaria e quelle per la rappresentanza militare il Ministro della difesa Guido Crosetto sarebbe in grado di aiutare concretamente oltre 400mila famiglie monoreddito a pagare le insostenibili bollette per l’energia elettrica e il gas per i prossimi due anni con un contributo di 1000 euro/anno a famiglia.”

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Processo Cucchi ter (depistaggi) – Sentenza 4447/2022 – Tribunale Ordinario di Roma – VIII Sezione Penale – Giudice dott. Roberto Nespeca

Il Giudice riconosce la piena legittimazione del PDM ad ottenere il risarcimento del danno subito a causa dei comportamenti degli imputati.

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PRESENTATA ALLA PROCURA MILITARE DI ROMA UNA DENUNCIA PER L’IPOTESI DI REATO DI APPROPRIAZIONE INDEBITA A DANNO DEGLI UFFICIALI E SOTTUFFICIALI DELLA MARINA MILITARE

Questa mattina presso gli uffici della Procura militare di Roma l’avvocato Massimiliano Strampelli del Foro di Roma ha depositato una denuncia per l’ipotesi di reato di appropriazione indebita, art. 235 c.p.m.p., relativa ai fatti che riguardano il prelievo che l’amministrazione militare opera a titolo di quota Ente Circoli MM sugli stipendi di tutti i sottufficiali e gli ufficiali in servizio permanente nella Marina Militare e nel Corpo delle Capitanerie di porto – Guardiacostiera.

Nel 2021 il Tribunale amministrativo di Lecce, in accoglimento del ricorso presentato nel 2015 da una militare che si era visto respingere la domanda per ottenere la cessazione del pagamento obbligatorio e la restituzione delle somme fino a quel momento versate, ha stabilito l’illegittimità dal prelievo operato dall’amministrazione militare a favore dell’Ente Circoli della Marina Militare in quanto a decorrere dal 10 febbraio 2011 il DPR 248/2010 ha abrogato il r.d. 27 ottobre 1937, n. 1935, di costituzione dell’ente e recante lo statuto dell’ente “Circoli della Regia Marina” il cui art. 26 disponeva che: “I soci ordinari sono tenuti al versamento di una quota mensile”. Il tar conclude affermando che “a seguito degli interventi normativi succedutisi a far data dal 1949, e sino al d.P.R. n. 248/2010, l’Ente Circoli M.M. non è stato abrogato, ma l’obbligo di contribuzione sì.”.

La questione non è nuova per i vertici della Marina, perché nel 2014 l’allora Ministro della difesa, Roberta Pinotti (PD) fu chiamata a rispondere ad una interrogazione parlamentare con cui gli si chiedeva l’eliminazione delle quote sociali prelevate forzosamente dalle retribuzioni dei marinai. Come era facilmente immaginabile la risposta fu negativa e ancora oggi, nonostante un Giudice abbia sancito l’illegittimità dell’indebito prelievo, l’amministrazione militare e l’Ente continuano a prelevare soldi dalle buste paga degli ufficiali e dei sottufficiali della Marina e del Corpo delle capitanerie di porto – Guardiacostiera senza che questi però abbiano mai autorizzato qualcuno a fare tale prelievo.

Non sono certo grosse cifre quelle che mensilmente vengono addebitate ad ogni militare. Tuttavia per rendersi conto dell’importanza che la questione riveste è sufficiente sapere che dai bilanci dell’ultimo triennio 2019-2021 risulta che l’importo complessivo delle quote obbligatorie entrate nelle casse dell’Ente è stato di circa 5.809.866 euro.

Per completezza appare opportuno precisare che per quanto riguarda gli anni che vanno dal 10 febbraio 2011, data di abrogazione del r.d. n. 1935/1937 fino al 2018 compreso, non disponendo dei bilanci consuntivi – che invece l’Ente, ovvero il Ministero della difesa che esercita l’alta vigilanza, avrebbe dovuto rendere pubblici – si potrebbe ipotizzare che l’ammontare delle quote sociali mensili pagate obbligatoriamente ma ingiustamente dagli ufficiali e sottufficiali interessati possa essere stato di circa 13,5 milioni di euro.

Da quando è stata pubblicata la sentenza del Tar Lecce sono già centinaia i militari che hanno chiesto all’amministrazione militare e all’Ente di cessare il prelievo e di restituire le somme indebitamente pagante ma o si sono visti respingere la domanda oppure non hanno neanche ricevuto la doverosa risposta.

Come Segretario del Partito per la tutela dei diritti dei militari ho sentito il dovere di rappresentare i fatti all’Autorità Giudiziaria militare affinché proceda per verificare la sussistenza di aspetti penalmente rilevanti in relazione al reato di appropriazione indebita di cui all’articolo 235 c.p.m.p., commessa da militari in danno di altri militari, individuarne gli eventuali colpevoli e punirli come richiede il codice.

Mi auguro che alla luce di questa iniziativa giudiziaria il Ministro della difesa, Lorenzo Guerini, a cui è affidata la vigilanza sull’Ente Circoli della Marina Militare, vorrà immediatamente dare le necessarie disposizioni affinché siano sospesi tutti gli illegittimi prelievi che ogni mese vengono effettuati forzosamente sugli stipendi di tutti gli ufficiali e sottufficiali della Marina Militare e del Corpo delle capitanerie di porto – Guardiacostiera.

Agli ufficiali e i sottufficiali della Marina Militare e del Corpo delle capitanerie di porto – Guardiacostiera rivolgo l’invito a contattarmi all’indirizzo di posta elettronica info@partitodirittimilitari.it, al fine di valutare la fattibilità di ogni possibile iniziativa giudiziaria a tutela dei loro interessi. Inoltre li informo che sul sito del Partito per la tutela dei diritti dei militari (www.partitodirittimilitari.it) è pubblicato il modello di domanda on cui possono chiedere la cessazione del prelievo e la restituzione delle somme indebitamente pagate dalla data del 10 febbraio 2011 (o da quella di acquisizione del grado da ufficiale o sottufficiale se successiva) all’attualità, con le relative spiegazioni affinché questa volta la loro domanda non resti senza la dovuta risposta da parte dell’Ente e dell’Amministrazione militare.

Lo rende noto Luca Marco Comellini, Segretario Politico del Partito per la tutela dei diritti dei militari – PDM

MODELLO DOMANDA RIMBORSO QUOTE ENTE CIRCOLI MM

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Modello domanda rimborso quote Ente Circoli MM

Elezioni politiche, Comellini (PDM): voteremo chi farà suo il nostro programma

Il partito per la tutela dei diritti di militari – PDM – nel riconoscere l’importanza e il fondamentale ruolo dei cittadini in divisa per lo sviluppo sociale, politico ed economico del Paese, ritiene necessario e prioritario il raggiungimento dei seguenti obiettivi:

1. Un Sindacato per i militari: Per la totale e incondizionata estensione dei diritti di rappresentanza sindacale al personale delle Forze armate e delle Forze di Polizia a Ordinamento militare, che garantiscano un maggiore rispetto della legalità, dei diritti e della democrazia interna che, oggi, l’attuale legge 46/22 non è in grado di poter garantire.

2. Unificazione delle Forze di polizia – smilitarizzazione dell’Arma dei carabinieri e del Corpo della guardia di finanza: L’unificazione delle Forze di polizia potrà essere l’esempio dell’efficienza delle istituzioni che guardano alla sicurezza del cittadino come un bene irrinunciabile. Per questo motivo è indispensabile e prioritario ridurre la duplicazione delle spese che necessariamente si hanno quando sul territorio operano contemporaneamente le Forze di polizia a ordinamento civile e quelle a ordinamento militare.

3. Istituzione del Corpo della polizia tributaria, come nuova e professionale polizia finanziaria: è necessario istituire un Corpo autonomo della Polizia Tributaria svincolato da quei limiti della subordinazione gerarchica che attualmente impongono i codici ed i regolamenti militari al Corpo della guardia di finanza, essendo prioritario attuare una più efficace e qualificata lotta all’evasione fiscale.

4. Istituzione di un Corpo di polizia giudiziaria: Il qualificato ed intelligente apporto all’indagine da parte della polizia costituisce un obiettivo da perseguire con la massima convergenza d’intenti perché il suo conseguimento consentirebbe alla polizia di svolgere i propri compiti nell’ambito di spazi necessari per raggiungere incisivi risultati, senza nulla togliere al ruolo del P.M., creando un decisivo rafforzamento dell’intero sistema di contrasto del crimine in termini tanto di conoscenza dei fenomeni criminali, quanto di efficacia dell’azione repressiva e processuale.

5. Abolizione dei tribunali militari: I cittadini in divisa, quelli che servono lo Stato, sono come tutti gli altri e non possono, solo per il particolare lavoro che svolgono, essere assoggettati a più codici e a più giudici. L’abolizione dei tribunali militari è quindi uno dei nostri obiettivi che coincide perfettamente con il programma, più ampio, volto all’applicazione delle leggi e della Costituzione in modo puntuale e omogeneo per tutti i cittadini.

6. Esercito europeo, forza di coesione fra cittadini della UE: Il PDM ravvisa che la definizione strutturale di un esercito europeo debba necessariamente passare dal coinvolgimento della totalità del personale delle differenti Forze armate nazionali, fino ad arrivare a subordinarne le funzioni e l’organizzazione interna ai principi dell’Unione, secondo una logica di maggiore razionalizzazione delle risorse singole e collettive.

Dopo decenni di governi Imposti o calati dall’alto e di promesse mai concretizzatesi la situazione dei lavoratori con le stellette è drammaticamente peggiorata, sia per quanto riguarda la fruibilità diritti che la costituzione riconosce indistintamente a tutti i cittadini sia per gli aspetti economici.

Per questi motivi, consapevoli della particolare situazione politica ed economica, la nostra indicazione di voto responsabilmente riguarderà solo chi avrà la sensibilità di includere il nostro programma politico nel proprio.

Lo dichiara Luca Marco Comellini, Segretario Politico del Partito per la tutela dei diritti dei militari – PDM