ACQUE CONTAMINATE DA LEGIONELLA E BATTERI FECALI ALL’ISTITUTO ISPETTORI DI P.S. DI NETTUNO: IL PDM VALUTA FORMALE ESPOSTO ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI VELLETRI

Il Partito per la Tutela dei Diritti dei Militari (PDM), rende noto di aver dato mandato ai propri legali per valutare il deposito di un formale esposto-denuncia presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Velletri.
La decisione trae origine dalla documentata contaminazione microbiologica e chimica delle acque destinate al consumo umano rilevata all’interno dell’Istituto per Ispettori di Pubblica Sicurezza di Nettuno, struttura del Ministero dell’Interno — Dipartimento della Pubblica Sicurezza — adibita alla formazione e all’alloggiamento del personale della Polizia di Stato.
Il PDM, nell’esercizio delle proprie finalità statutarie di tutela della salute, della sicurezza e dei diritti fondamentali dei lavoratori in divisa, chiede l’immediata apertura di un’indagine penale per accertare le responsabilità dei soggetti a ciò preposti.
I documenti raccolti attraverso la procedura dell’accesso civico generalizzato ha consentito al PDM di ottenere i dati di quattro distinte campagne di campionamento, condotte tra novembre 2025 e febbraio 2026 da laboratori accreditati, che evidenziano uno scenario preoccupante sullo stato dell’acqua destinato al consumo umano all’interno di una struttura di comunità chiusa dello Stato:
18 novembre 2025: Prima rilevazione di non conformità critiche. I campioni prelevati hanno evidenziato la presenza di Legionella spp. fino a 3.000 UFC/L (oltre il triplo della soglia di intervento obbligatorio), Coliformi totali fino a 56 UFC/100 ml, Escherichia coli a 10 UFC/100 ml — entrambi indicatori diretti di contaminazione fecale — e concentrazioni di Ferro fino a 2.000 µg/L, valore pari a dieci volte il limite massimo fissato dal D.Lgs. 18/2023.
30 dicembre 2025: A oltre sei settimane dal primo campanello d’allarme, la contaminazione risulta invariata. I rilievi confermano la presenza di Legionella pneumophila sierogruppo 2-14 a 2.100 UFC/L nell’infermeria dell’Istituto.
7 gennaio 2026: Il dato più allarmante dell’intera sequenza. Nonostante fossero stati eseguiti interventi di sanificazione dell’impianto idrico, i campioni post-bonifica registrano un aggravamento della situazione: Legionella pneumophila sierogruppo 1 — il ceppo a maggiore patogenicità per l’uomo — raggiunge la concentrazione di 5.600 UFC/L nella palazzina benessere. Contestualmente si rileva Legionella pneumophila sierogruppo 2-14 a 50 UFC/L in ulteriori punti di prelievo.
3 febbraio 2026: L’ultima analisi disponibile certifica il fallimento di tutte le misure adottate. La Legionella pneumophila sierogruppo 1 persiste a 2.000 UFC/L nella palazzina benessere.
Alla gravità sanitaria si aggiunge una condotta amministrativa che il PDM non esita a qualificare come singolare. Il Partito, al fine di acquisire ufficialmente i dati sulle analisi delle acque, ha avviato il 15 gennaio 2026 una formale istanza di Accesso Civico Generalizzato nei confronti dell’Istituto di Nettuno, ai sensi del D.Lgs. 33/2013.
L’Istituto ha risposto con il silenzio-inadempimento: decorso inutilmente il termine di legge di trenta giorni, al 14 febbraio 2026 nessun documento era stato trasmesso. Il PDM ha pertanto presentato, in data 17 febbraio 2026, una formale Istanza di Riesame al Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) del Ministero dell’Interno. Solo a seguito di tale intervento esterno, e in data 26 febbraio 2026, l’Istituto si è finalmente determinato a trasmettere la documentazione richiesta.
La necessità di fare ricorso all’organo di vigilanza ministeriale per ottenere dati relativi alla salubrità dell’acqua destinata all’uso umano di una comunità chiusa di lavoratori dello Stato è, di per sé, un fatto di straordinaria gravità che il PDM ritiene doveroso portare all’attenzione della Magistratura al fine di consentire una qualificata valutazione delle eventuali responsabilità individuabili in capo a due categorie di soggetti titolari di una specifica posizione di garanzia sulla salute e l’incolumità del personale: il Direttore pro tempore dell’Istituto di Nettuno, in quanto responsabile apicale della struttura, e il Gestore Idrico della Distribuzione Interna (GIDI), figura normativamente individuata dal D.Lgs. 18/2023 quale responsabile tecnico della gestione dell’impianto idrico interno.
«Quello che abbiamo documentato a Nettuno è inaccettabile: donne e uomini delle Forze dell’Ordine, impegnati quotidianamente nel servizio alla comunità, sono stati esposti ai rischi derivanti dall’uso di un’acqua contaminata da batteri potenzialmente letali come la Legionella pneumophila e da indicatori di contaminazione fecale come l’Escherichia coli. Nessuno dovrebbe utilizzare acqua del genere, tantomeno i servitori dello Stato che alloggiano in una struttura pubblica del Ministero dell’Interno. La salute degli agenti non può essere sacrificata all’inerzia gestionale o alla negligenza di chi è preposto alla tutela della loro sicurezza. 
Il PDM non si è fermato davanti al silenzio dell’amministrazione.  Abbiamo fatto ricorso al rimedio legale previsto per ottenere quella documentazione e nei prossimi giorni la depositeremo nelle mani della Magistratura, che ringraziamo per l’attenzione che vorrà dedicare a questa vicenda. Il nostro impegno non si ferma qui: continueremo a vigilare su ogni sviluppo dell’indagine e ci riserviamo sin d’ora di costituirci parte civile a difesa di tutti coloro che hanno subìto un pregiudizio alla propria salute.
Invitiamo le Organizzazioni sindacali rappresentative del personale della Polizia di Stato a sostenerci e affiancarci in questa azione per la tutela della salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.»
Luca Marco Comellini, Segretario Politico e Legale Rappresentante pro tempore del PDM