25 aprile, Comellini (PDM): Ma quale festa della liberazione? Da istituzioni schiaffi a vittime e reduci Nassiryah mentre si preparano a raddoppiare le spese per gli armamenti.

Il voler festeggiare una liberazione che oggi non c’è mi sembra un’azione colma di ipocrisia.

É stata solo falsa propaganda quella messa in scena oggi all’Altare della Patria dalle massime cariche dello Stato, intente ad omaggiare il Milite Ignoto mentre guerre e genocidi, ben più tremendi, lunghi e devastanti di quelli avvenuti oltre 72 anni fa, continuano a coinvolgerci in combattimenti senza fine che mascherano col nome “missioni di pace”.

Spiace poi vedere tra gli omaggianti festaioli la Ministra della difesa che, dopo aver accettato di raddoppiare le spese militari per accontentare le richieste degli americani, con una mano si batte il petto e con l’altra rifila l’ennesimo schiaffo alla memoria delle vittime e ai reduci di guerra della strage di Nassiryah proponendo l’impugnazione della sentenza di condanna, in sede civile, del generale Bruno Stano.

Ma quale liberazione e liberazione! Siamo ancora sotto una dittatura, la partitocrazia è ancora viva e vegeta e si rinnova nella privazione della democrazia e dei diritti, a difesa delle caste, delle banche e dei produttori di armi. Fino a quando non ci sarà libertà la resistenza civile è un dovere.