Sottosegretario Bocci, un voletto in elicottero non lo si nega a nessuno ma serve maggiore chiarezza.

Cosa può accadere se un sottosegretario di Stato usa l’elicottero dei Vigili del fuoco per spostarsi qui e là, in giro per le zone terremotate dell’Italia centrale?

La risposta più ovvia è che bene che gli vada finirebbe sulle pagine di qualche quotidiano, susciterebbe l’indignazione popolare, qualche sindacalista potrebbe chiedere maggiore trasparenza nell’uso della cosa pubblica. E così è stato. Un articolo di giornale, indignazione dell’opinione pubblica e richiesta di maggiore trasparenza.

Le cronache raccontano che nei giorni immediatamente successivi alla “Caporetto” del referendum costituzionale il Fatto Quotidiano aveva riportato la notizia con un articolo dal titolo “Il sottosegretario va a votare con l’elicottero dei pompieri” immediatamente smentito sia dal Dipartimento dei Vigili del Fuoco che dallo stesso sottosegretario Bocci. Secondo il quotidiano, domenica 4 dicembre l’elicottero dei Vigili del Fuoco sarebbe decollato da Roma con a bordo il capo dei vigili Gioacchino Giomi e il sottosegretario Bocci, con destinazione Cerreto di Spoleto e Arquata del Tronto. Il velivolo sarebbe poi tornato a Cerreto di Spoleto da dove, sostiene Il Fatto, il sottosegretario avrebbe raggiunto Preci per votare. Il Dipartimento dei Vigili del fuoco con una nota aveva replicato che quel giorno “non è stato effettuato alcun trasporto con velivoli del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco né con altri mezzi in dotazione”. Dal canto suo Bocci, con una lettera indirizzata al Direttore del quotidiano, aveva immediatamente precisato: “la mia visita al Campo Base dei Vigili del Fuoco di Arquata e avvenuta sabato 3 dicembre … l’elicottero che per quella stessa occasione trasportava il Capo del Corpo, mi ha prelevato in Valnerina per proseguire il viaggio fino ad Arquata (tempo di volo 6 minuti). Al termine della celebrazione sono stato riportato in Valnerina dove con la mia autovettura personale ho proseguito per Perugia.”.

Suvvia caro Sottosegretario, mi consenta, ma il registro di bordo ci racconta che il suo voletto (lei dice solo 6 minuti) con l’elicottero dei Vigili del Fuoco è iniziato dall’Aeroporto di Ciampino diretto a Borgo Cerreto e poi ancora da Borgo Cerreto ad Arquata e da Arquata a Borgo Cerreto. È questa, infatti, la serie di passaggi di cui avrebbe Lei, da sottosegretario del fu governo Renzi (ora riconfermato in quello clone di Gentiloni), avrebbe usufruito lo scorso 3 dicembre, il giorno precedente alle votazioni per il referendum costituzionale. Mi sembra che tra Ciampino e la Valnerina ci sia una bella differenza.

Per essere più preciso, stando a quanto si legge su alcune pagine del quaderno di bordo dell’elicottero A109 (Matr. VF80) del Nucleo Elicotteri Lombardia del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco (C.N.VV.F.), a meno che chi lo ha compilato non abbia commesso qualche errore, ma dubito ciò possa essere avvenuto, la sua giornata in elicottero sarebbe iniziata dall’Aeroporto di Ciampino (codice designatore di località: LIRA) alle 9.00 del 3 dicembre scorso quando si sarebbe imbarcato come passeggero sull’elicottero dei Vigili del Fuoco che in soli 40 minuti di volo lo ha portato a Borgo Cerreto, la frazione del comune di Cerreto di Spoleto.

Sempre i medesimi documenti di bordo raccontano che, quel giorno, insieme a Lei, sottosegretario Bocci, c’erano pure l’Ingegnere Gioacchino Giomi, Capo del C.N.VV.F., e l’Architetto Vater Cirillo, Dirigente dell’Ufficio normazione ordinamentale e tecnica; collegamento beni culturali; referente sicurezza e statistica. L’attività dell’elicottero A109 e del suo equipaggio (due piloti e un tecnico di Bordo), dicono i documenti, era iniziata già il giorno 2 dicembre con il trasferimento verso l’Aeroporto di Ciampino ed è proseguita fino al 4 dicembre quando il velivolo è atterrato all’aeroporto di Genova Sesto. Scopo della missione il “TRASFERIMENTO” (MXP Ciampino Com. 2463/16 2/12/16).

L’elicottero A109 (VF80) era partito da Bologna (LIDE) il 2 dicembre alle ore 16.00 e atterrato a Ciampino (LIRA) alle 17.50, a bordo i due piloti e tecnico di bordo, durata volo 1 ora e 50 minuti. Il 3 dicembre alle ore 9.00 il medesimo velivolo decollò da Ciampino alla volta di Borgo Cerreto con a bordo, oltre ai piloti e lo specialista, anche lei, sottosegretario Bocci, il Capo del Corpo dei Vigili del Fuoco, Ing. Giomi e un dirigente del suo staff, l’architetto Cirillo. La durata del trasferimento fu di 40 minuti. Dopo venti minuti, alle 10.00, l’elicottero si alzò nuovamente in volo con tre passeggeri a bordo (Bocci , Giomi e Cirillo) per atterrare dopo 10 minuti ad Arquata. Ancora un voletto, ma questa volta a bordo ci sono solo i due piloti e il tecnico che decollarono da Arquata alle 10.20 per atterrare alle 10.35 a Cittareale per poi fare ritorno ad Arquata alle 11.15. Durata dei due voli 30 minuti . Dopo poco più di un ora, alle 12.20, l’elicottero decollò nuovamente da Arquata per andare a Borgo Cerreto con a bordo due soli passeggeri: Bocci e Giomi. Altri 10 minuti di volo. Alle 12.40 Giomi venne riaccompagnato ad Arquata dove ad attenderlo era rimasto Cirillo. Altri 10 minuti di volo. Alle 15.15 Giomi e Cirillo ripartirono da Arquata alla volta di Ciampino dove atterrarono alle 15.50. Durata del trasferimento 35 minuti. Il 4 dicembre l’A109 decollò da Ciampino alla volta di Cascia. Erano le 12.40 e l’ing. Giomi era l’unico passeggero. Alle 13.30 l’elicottero senza alcun passeggero ridecolla alla volta di Cittareale e dopo una sosta via nuovamente in volo per il CIE di Massa dove farà solo 10 minuti di sosta prima di decollare per Genova Sesto.

Per concludere dai documenti risulta che, alla fine dei tre giorni di missione dell’elicottero, dal 2 al 4 dicembre, Lei, sottosegretario Bocci, avrebbe totalizzato ben 3 passaggi per un complessivi 60 minuti di volo, il Capo del C.N.VV.F., l’ing Giomi, 6 passaggi per un totale di 140 minuti di volo mentre l’architetto Cirillo, 3 passaggi per un totale 85 minuti di volo. Vorrei, inoltre, farle notare che, sempre nella nota sua nota di smentita indirizzata al Direttore de Il Fatto, Lei, sottosegretario, ha precisato che “il pranzo della domenica (n.d.r. il giorno del voto) è stato consumato a Cascia, nei locali dei Padri Agostiniani” e che, sempre dalla documentazione dell’elicottero, risulta che anche il Capo del Corpo dei Vigili del Fuoco, l’Ing. Giomi, il 4 dicembre era volato con l’elicottero a Cascia (giusto in tempo per l’ora di pranzo)). Chiederle se vi eravate accordati per il pranzo domenicale verrebbe facile a chiunque.

Poiché viviamo in un Paese bellissimo ma tragicamente noto per essere riuscito, nel 2016, a conquistare la 77^ posizione nella classifica di Reporter Senza Frontiere sulla libertà di stampa nel mondo, preceduti anche da paesi come il Lesotho, l’Armenia, il Nicaragua e la Moldova, con l’amara constatazione che in fatto di trasparenza della “res publica” siamo ancora fermi al palo, non ho potuto fare a meno di chiedere lumi direttamente all’amico sindacalista Costantino Saporito, del Coordinamento Nazionale Vigili del Fuoco dell’Unione Sindacale di Base.

Sulla vicenda l’amico sindacalista mi ha riferito che Il senso della sua denuncia ripresa dal noto quotidiano, ma poi anche da altri, è estremamente veritiero, cioè l’uso dei mezzi dei Vigili del Fuoco per fini non istituzionali e che non è la prima volta che succede una cosa del genere. Il dipartimento – mi poi ha spiegato Saporito – ha smentito giocando su un errore del giornalista e poi mi ha rappresentato la necessità che il Capo del Dipartimento e il Sottosegretario Bocci facciano maggiore chiarezza sull’uso dei mezzi del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

L’accaduto mi lascia perplesso e se per dovere di esposizione e rispetto verso il Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco non posso non ricordare che il Nucleo elicotteri dei Vigili del Fuoco di Varese, che ha in carico l’elicottero utilizzato per gli spostamenti del 3 dicembre scorso, copre l’area geografica della Lombardia e delle province piemontesi di Verbano-Cusio-Ossola, Novara e di parte di quella di Vercelli, con un bacino di utenza di circa 6 milioni di persone, e svolge importantissimi compiti di prevenzione e soccorso pubblico, come cittadino impegnato nella continua ricerca della legalità e della trasparenza da parte di coloro che amministrano la “res publica”, sento il dovere di invitarla, sottosegretario Bocci, a fare maggiore chiarezza sulla vicenda che lo ha visto protagonista e magari, a maggior ragione, con l’autorevolezza della sua conferma nel prestigioso incarico, a rendere chiaro e noto a tutti l’uso dei mezzi dello Stato da parte sua e dei dirigenti del Corpo dei vigili del fuoco.