Sia lodata la Pinotti, sempre sia lodata! Anche i preti soldato brindano al riordino delle carriere.

Col provvedimento di riordino delle carriere del personale delle forze armate pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale anche i “cappellani militari” hanno potuto stappare la loro bottiglia e brindare in armonia.

L’esercito di preti con le stellette da decenni pesa sulle tasche dei contribuenti per decine di milioni di euro all’anno a causa della (cronica) sciatteria del legislatore che solo recentemente, nel 2012,  si è accorto della mancanza di una “intesa” espressamente prevista dall’atto aggiuntivo del Concordato stipulato tra stato e Chiesa nel 1984, ratificato con la legge 121/1985, che ne avrebbe dovuto disciplinare lo status giuridico e il trattamento economico.
Il 15 marzo 2015 il portavoce della sala stampa vaticana aveva annunciato, con toni trionfanti, l’interesse della Chiesa a definire la questione dei Cappellani attraverso una commissione bilaterale che in breve tempo avrebbe iniziato e concluso, di li a poco,  i suoi lavori. Sono passati più di due anni ma, ad oggi, non c’è stata nessuna reale conclusione, nessuna azione concreta. Di contro si è potuto osservare la stesura di una fitta cortina fumogena intorno all’argomento e qualche comunicato dei diretti interessati che hanno più volte annunciato il raggiungimento di un traguardo che, a loro dire, avrebbe realizzato consistenti risparmi per le casse dello Stato italiano  ma di cui, invece, si sono perse le tracce.
Col provvedimento di riordino delle carriere fortemente voluto dalla Pinotti e dai vertici militari, scritto e pensato a misura di ufficiale, il Governo guidato da Paolo Gentiloni ha di fatto cancellato solo per la classe dirigente quel tragico blocco delle retribuzioni che ha colpito tutti i dipendenti statali dal 2011 al 2015 con l’effetto, quindi, che anche i cappellani, che al momento sono ancora assimilati al rango di ufficiale delle Forze armate e di questi ne rivestono il grado e i privilegi, hanno potuto stappare la loro bottiglia e brindare al nuovo corso e ai tantissimi soldi che dal 1 gennaio del 2018 finiranno nelle loro tasche e intanto anche la riforma tanto annunciata dal portavoce della Sala stampa vaticana è andata a farsi benedire perché , ovviamente, “pecunia non olet”. Nella lotta contro il malefico e per il mantenimento dei privilegi, l’esercito di Papa Francesco, i preti-soldato,  può registrare una nuova vittoria .
(foto: fonte www.difesa.it)