Le sentenze di condanna a tre anni e sei mesi per Giuseppe Perri e 4 anni a Prospero Fortunato, per falso e depistaggio, pronunciate ieri dal Tribunale di Roma a conclusione del processo di primo grado denominato “Cucchi quater” sono l’ennesima brutta pagina per l’Arma dei Carabinieri.
Siamo convinti che l’Arma saprà imparare da questi inquietanti fatti e dotarsi di un valido sistema di anticorpi capace di prevenire e reprimere sul nascere ogni altro tentativo di depistaggio che dovesse emergere in futuro.
Il nostro pensiero va alla famiglia di Stefano e in particolare ai carabinieri Riccardo Casamassima e Maria Rosati che con i loro difensori, Serena Gasperini e Daniele Fabrizi, hanno affermato ancora una volta la correttezza del loro operato.
Il PDM, al quale è stato riconosciuto il risarcimento del danno in via equitativa e definitiva di euro 15.000 oltre le spese legali, è stato rappresentato e difeso dall’avvocato Giulio Murano del Foro di Roma.
La sentenza pronunciata è un grande risultato che ci permetterà di proseguire con maggiori stimoli e determinazione nell’azione a difesa dei nostri valori statutari per l’affermazione dei principi di legalità e dei diritti dei militari.
Luca Marco Comellini (Partito per la tutela dei diritti dei militari)
